Possono iscriversi tra i Seller le Imprese Sociali, Cooperative di produzione e lavoro e tutti gli operatori dell’Economia Sociale che propongono beni e servizi al mercato.

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Possono iscriversi tra i Buyer le Imprese, Istituzioni/Enti Privati, Associazioni, Federazioni e Fondazioni, interessate a servizi e prodotti offerti dal mondo dell’Economia Sociale.

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Il non profit «a scuola» di gestione acquisti.

Andrea Di Turi intervista Marco Spinsanti, Responsabile Servizi Generali e Acquisti di Lega del Filo D’oro Onlus.

 

Marco Spinsanti, Responsabile Servizi Generali e Acquisti di Lega del Filo D’oro Onlus

Assistere, educare, riabilitare e reinserire nella famiglia e nella società le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali: è la mission di Associazione Lega del Filo d’Oro Onlus, uno degli enti non profit più conosciuti, e probabilmente più amati, d’Italia. E uno dei non ancora tantissimi a prevedere in organico una specifica figura dedicata agli acquisti. Ruolo che da oltre cinque anni è ricoperto da Marco Spinsanti, Responsabile Servizi Generali e Acquisti di Lega del Filo d’Oro.

Passando dal profit al non profit, cosa cambia nel modo di gestire la funzione acquisti?
La gestione va fatta sempre con la stessa metodologia e le logiche di fondo non cambiano. La grande differenza è che non si perde mai di vista il fatto che oltre all’aspetto economico c’è un obiettivo ultimo, che nel caso della Lega del Filo d’Oro è rendere sempre più dignitosa la vita delle persone sordocieche e delle loro famiglie. C’è sempre la percezione fortissima di essere inseriti nel contesto di un’organizzazione che vive di principi, etica, valori e dello spirito con cui è stata fondata e che si è continuato a tramandare nel tempo (nel 2014 la Lega del Filo d’Oro ha festeggiato i 50 anni, ndr). Questo è uno dei motivi per cui ho scelto di intraprendere questo percorso e dal punto di vista personale è un grandissimo arricchimento. Ciò non significa che non vi sia etica anche nel profit, ma lì l’aspetto economico combinato con una logica di più breve periodo può arrivare a sopravanzare quello della cura delle relazioni umane.

Questa differenza come si traduce in pratica?
Ad esempio nel fatto che la managerialità nel non profit è più ispirata a logiche di medio e lungo periodo. Le scelte vengono effettuate cercando di immaginare come potrà essere l’organizzazione da qui a dieci anni, per cui sono più ponderate ed orientate alla costruzione di relazioni, anche coi fornitori. Sempre mantenendo ferma la necessità di operare secondo efficienza (nel Bilancio sociale 2014 della Lega del Filo d’Oro si parla ad esempio di indicatori specifici di efficienza), ma in modo proporzionato ai risultati qualitativi.

Come si effettua una «più ponderata» valutazione dei fornitori?
Per quanto riguarda i servizi che nel nostro caso sono d’importanza preponderante rispetto ai prodotti, nel valutare i fornitori è determinante la componente intangibile, intendo la conoscenza che un’impresa potenziale fornitrice può avere della nostra realtà, delle problematiche dei nostri assistiti, di come va gestito un servizio all’interno delle nostre strutture e anche dell’approccio con cui si pone e alle referenze che può portare. Questo a volte fa la differenza, anche più dell’aspetto economico, perché cambiare un fornitore una volta che la gestione dei servizi è stata affidata non è così semplice e rapido come accade invece nel profit. Il lavoro di selezione, di conoscenza reciproca, di comprensione delle esigenze, c’è anche nel profit, ma nel non profit di solito è più lungo e accurato. È più facile, di contro, quando c’è soddisfazione reciproca, che il rapporto diventi di lungo periodo, configurando quasi una partnership.

In questo senso, quanto può essere d’aiuto un servizio come quello dei “Seller Verificati” offerto da Right Hub?
Se permette una pre-selezione, secondo determinati criteri, penso possa essere utile. Specie, guardando al vastissimo panorama delle Onlus in Italia, ed in particolare per quelle medio-piccole, nelle quali è più difficile trovare competenze specifiche sul management degli acquisti, magari perché in quelle realtà chi se ne occupa non lo fa in maniera esclusiva, dovendo svolgere anche altre mansioni.

Il fatto che persone con background profit, come nel suo caso, decidano di mettere le proprie competenze al servizio del non profit, può aiutare a diffondere la consapevolezza che un più attento presidio della funzione acquisti contribuisce ad accrescere efficienza ed efficacia di un’organizzazione, a sostegno del raggiungimento della sua mission?
A differenza del profit, dove si lavora da moltissimo tempo su formazione e competenze della funzione acquisti, nel non profit si è cominciato più tardi e quindi in molte organizzazioni ci sono spazi e opportunità di miglioramento importanti. E, come nel profit, anche nel non profit vale la vecchia “regola” secondo cui un ufficio acquisti si ripaga.

 

Intervista per Right Hub a cura di Andrea Di Turi