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ETicaNews - Csr, il 45% delle aziende investirà di più

News da ETicaNews - 08/03/2017

Le aziende italiane si dicono pronte a fare di più ma solo per il 29% l'integrazione della sostenibilità condizionerà molto o moltissimo il business nei prossimi tre anni. L'analisi di materialità e il report integrato sono ancora iniziative per pochi.

Il 45% delle aziende italiane ha in programma di investire di più nell’integrazione della sostenibilità nel core business. Tuttavia, emergono alcuni punti di debolezza: una esigua percentuale effettua l’analisi di materialità, valuta l’impatto sociale o pubblica un bilancio di sostenibilità o un report integrato. Il risultato è che ancora poche aziende in Italia ritengono che la sostenibilità condizionerà il business in modo sostanziale nei prossimi anni.

Lo rileva lo studio “Seize the change” realizzato da EY e dall’ente di certificazione Dnv GL attraverso un questionario rivolto a 1.524 professionisti di aziende di diversi comparti dei settori primario, secondario e terziario in Europa, Nord America, Centro e Sud America e Asia. Le aziende italiane facenti parte del campione sono 193. E mostrano risultati ancora leggermente inferiori alla media del resto del mondo (guarda la tabella di sintesi). Eccetto, appunto, che per la disponibilità a investire nel futuro. Se il 50% circa degli intervistati ha dichiarato che l’azienda ha attuato negli ultimi tre anni iniziative per integrare la sostenibilità nella propria strategia di business complessiva, nei prossimi anni quasi la metà delle aziende interpellate è pronto a investire anche più di oggi.

Per gli esperti di EY integrare la sostenibilità in azienda significa «ripensare e ridefinire la strategia e i processi operativi per affrontare il cambiamento e rispondere ai bisogni e alle aspettative del mercato e della società, con l’obiettivo ultimo di accrescere la competitività e sostenere la redditività duratura».

LE INIZIATIVE DI INTEGRAZIONE

Quali sono le iniziative per l’integrazione della sostenibilità che hanno intrapreso le aziende? Circa 1 azienda italiana su 2 si è dotata di una policy ad hoc e altrettante hanno investito in iniziative specifiche nell’ultimo triennio. Nel dettaglio, in vetta alla classifica delle azioni intraprese figurano le politiche di mitigazione degli impatti (35%, sopra la media globale), le attività per la diffusione della cultura della sostenibilità (29%, sopra la media globale) e lo stakeholder engagement (19%, leggermente sotto la media). Particolarmente inferiori rispetto al resto del mondo sono invece i valori per la definizione e attuazione di strategie sostenibili (14% delle aziende, con una differenza di 16 punti percentuali rispetto al 29,6% della media) e per la gestione sostenibile della supply chain (8% rispetto al 22,2% della media). Tutti ambiti in cui le aziende individuate dallo studio come maggiormente mature nell’intergazione della sostenibilità, un gruppo di 142 realtà definite i “leader”, registrano valori sopra al 50% con picchi dell’80%.

VALUTAZIONE DI IMPATTO PER POCHI

Dall’analisi emergono dati interessanti su alcuni temi chiave legati alla sostenibilità come l’analisi di materialità, la valutazione dell’impatto sociale e la pubblicazione di un bilancio sociale o di un bilancio integrato annuale con informazioni non finanziarie. Ebbene, in tutte e tre queste aree non solo l’Italia è nettamente indietro alla media del resto del mondo, ma evidenzia un gap sostanziale rispetto alle società “leader”.

In particolare solo il 9,8% effettua un’analisi di materialità, un dato certamente inferiore al 17,6% della media globale, ma ancora più limitato se lo si confronta con quello delle aziende “leader” (44%). Analogamente, solo il 10,9% valuta l’impatto sociale, rispetto al 17,6% delle media e al 42,3% dei leader; il 7,8% pubblica un report di sostenibilità o un bilancio integrato rispetto al 14,5% della media e al 37,3% dei leader. Da precisare che la stessa analisi indica che il campione preso a riferimento nello studio non è statisticamente rappresentativo delle aziende del mondo».

Integrare la sostenibilità, commentano gli autori dello studio, è «un’operazione non semplice: le aziende sembrano essere incalzate da altre priorità, spesso di breve termine. A volte mancano le competenze necessarie per tradurre l’integrazione della sostenibilità in strategia e operatività. Anche la redditività degli investimenti e la mancanza di interesse da parte degli stakeholder possono rappresentare ostacoli all’integrazione. Non esiste, inoltre, né un’unica ricetta, né un unico strumento per ottenere l’integrazione, che spesso è il risultato di più azioni e più strumenti combinati. Ciò fa probabilmente sì che ai sistemi di gestione sia riconosciuto un potenziale significativo, perché possono fungere da quadro di riferimento».

Il dato che ben riassume la distanza tra chi ha compreso la rilevanza dell’integrazione della sostenibilità e il resto delle aziende, riguarda le prospettive di impatto sul business. EY e Dnv GL hanno infatti chiesto quanto il tema dell’integrazione della sostenibilità condizionerà il business nei prossimi 3 anni. Lo condizionerà molto o moltissimo per il 35,4% delle aziende mondiali e addirittura per il 76% dei “leader” ma solo per il 29% delle aziende italiane.

Elena Bonanni

Fonte ETicaNews http://www.eticanews.it/csr/csr-il-45-delle-aziende-investira-di-piu/